Europa e pace

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Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da DandoCingoloni DandoCingoloni 9 mesi fa.

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  • #545

    mimmomi
    Partecipante

    Sono figlio di una Francese e di un Italiano,sposatisi durante la Seconda guerra mondiale.Ora ai giovani sembra inconcepibile una guerra tra gli Stati membri dell’Unione Europea.Eppure quel tempo non è poi così distante,e la Pace è un bene che non è mai del tutto acquisito.Nei Balcani pochi anni fa vi fu una assurda guerra civile.Anche lì,pochi anni prima,non sembrava possibile,noi italiani vi andavamo iun vacanza:tra l’altro per lo più immemori o disinformati dei crimini commessi dalle truppe italiane durante l’occupazione fascista .

    In sostanza,dobbiamo fare tutto il possibile per evitare e contrastare divisioni perniciose su base nazionalista.

    Siamo Europei,facciamo crescere le ragioni dell’Unione.

    Ad esempio,dando più rappresentativitù e potere agli organismi elettivi,come il Parlamento Europeo.

    Andare indietro sarebbe pericoloso politicamente ed economicamente.E non vogliamo nuove macerie.

    Giacomo Minaglia

  • #572
    DandoCingoloni
    DandoCingoloni
    Partecipante

    In Italia abbiamo visto fino ad adesso come se ci fossero solo due vie per il nostro rapporto con l’Europa: l’accordo totale sottomesso e acritico o l’opposizione feroce nazionalista e sovranista. Ma nessuna delle due forme può salvare il nostro paese dalla crisi del 2008 che sembra davvero infinita e interminabile.

    E’ chiaro come ha detto anche il compagno Minaglia che tornare indietro, ai nazionalismi e ai protezionismi, sarebbe pericoloso politicamente ed economicamente. L’Europa ha una storia infinita di guerra, miseria e sangue che solo grazie al progetto europeo ha trovato una battuta d’arresto: imporre nuovamente barriere ai confini solo per impedire il passaggio dei migranti, non solo impedirebbe il libero commercio mandando alle stelle i prezzi dei beni di consumo e danneggiando incredebilmente le fasce meno abbienti della popolazione europea, ma soprattutto bloccherebbe la già stagnante economia italiana, che fatica ancora a riprendersi dopo 10 anni. Quindi viene da chiedersi perché la destra e i sovranistri siano così forti perchè secondo i sondaggi solo il 44% degli italani messi di fronte a un referendum per l’ItaLeave voterebbe per restare nell’Unione (vedi questo articolo)?

    L’alternativa che la politica italiana ha posto all’euroscetticismo è la totale sottomissione alle regole neo-liberiste e di austerity, politiche che in questo momento storico, proprio come accadeva durante la Grande Depressione negli USA, possono solo aggravare la condizione italiana, o al massimo obbligarla a rimanere stagnante e vulnerabile alla prossima crisi ciclica del capitalismo che si appresta ad arrivare. Il PD, nel suo progressivo inseguimento della destra (in questo caso liberale di stampo berlusconiano) ha deciso pur di preservare l’interazionalismo e europeismo della sinistra di sacrificare valori ancora più importanti, ovvero la regolazione del mercato, l’importanza della tutela del lavoro e il perseguimento di un’economia se non socialista per lo meno keynesiana. Infatti come può dirsi di sinistra uno parito che per rispettare normative europee imposte dall’eurogruppo popolare (ovvero liberista, del centro-destra) non sfora nel bilancio per reinvestire e rimettere in moto l’economia?

    Liberi e Uguali è la vera e unica alternativa a questi due modi di rapportarsi all’Europa, entrambi ingiusti e fallimentari: la terza via verde rossa è la soluzione ai problemi ambientali, sociali ed economici del nostro paese e dell’Unione tutta. Un Green New Deal permetterebbe finalmente di salvaguardare, riqualificare e rendere più sicuro l’ambiente in cui viviamo, sempre attaccato da inquinamento e cambiamento climatico: lo sforamento del deficit non è una tragedia, finchè questo sia dovuto a una seria campagna di investimenti che permettano di creare lavoro e quindi PIL cosa che permetterebbe alla nostra fragile economia di riprendersi, al contrario delle misure assistenzialistiche come il reddito di cittadinanza e di pura destra come la flat tax. L’Europa così com’è, dominio delle destre liberali, non ci deve andare a genio, ma non per questo dobbiamo rifiutarla in toto e voler tornare alla vecchia Europa divisa e costantemente in guerra: quella che noi dobbiamo volere è un’Europa unita, democratica e socialista.

     

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