"Non tanto lavorare meno quanto invece lavorare meglio ossia con paghe più alte

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Questo argomento contiene 7 risposte, ha 4 partecipanti, ed è stato aggiornato da francomasini francomasini 8 mesi, 1 settimana fa.

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  • #591
    francomasini
    francomasini
    Partecipante

    “E’ inimmaginabile infatti per un operaio del Nord Europa (Germania, Olanda, Belgio, etc) lavorare per meno di Euro 2000 mensili eppure sia la Germania che il Belgio, l’Olanda etc non mancano certo di risorse ossia esportano e vendono molto più di noi Italiani e la vita non é proporzionalmente più cara che da noi. Secondo me il concetto di pagare l’operaio poco é solo il retaggio di una vecchia mentalità gratta e meschina che voleva l’industriale di un tempo padre-padrone sia dell’azienda che del personale tutto. Questa cosa deve cambiare a norma di leggi più severe e più favorevoli al lavoratore…”

  • #595
    MuiaFrancesco69
    MuiaFrancesco69
    Partecipante

    Riduzione orario come volano per ridurre il Debito lavorando meno lavorando tutti non è utopia

  • #598
    MuiaFrancesco69
    MuiaFrancesco69
    Partecipante

    La riduzione dell’orario di lavoro con la cura del Territorio farebbe da volano a ridurre il Debito invece che lisciare il pelo all’individualismo, col Debito, che è dagli anni 80 che si fa, con momenti alterni di controllo visto che pesa sulle spalle dei più deboli.

  • #635

    fabioamodio
    Partecipante

    Bisogna rifuggire il fascino del “salario minimo garantito”. Una misura che uccide la contrattazione nazionale e che istituisce la schiavitù legale. Va aperto un grande dibattito su questo, perché troppi di noi lo considerano un punto qualificante. Mentre è esattamente il contrario.
    Se una legge istituisce un salario a 7,5 euro lordi/ora, per quale ragione, un’impresa dovrebbe assumere un lavoratore applicando il CCNL a 11-12-13 euro/ora? In sostanza dovremmo favorire misure alternative. Altrimenti, insieme alle tutele crescenti, si sarà definitivamente depauperato il diritto del lavoro e la storia di anni di rivendicazioni.

  • #639
    MuiaFrancesco69
    MuiaFrancesco69
    Partecipante

    Il reddito di cittadinanza altera la contrattazione Collettiva Nazionale un giovane potrebbe dire: in proporzione a uno che lavoro 40 ore e prende 1100 io lavoro meno e prendo di più, e introduce un ulteriore flessibilità alle aziende che necessitano coperture produttive in momenti di picchi, il reddito di cittadinanza dovrebbe essere visto più come una copertura in momenti di non lavoro, un sostegno al reddito, quello che dovremmo fare è una battaglia sulla Riduzione Orario non in termini ideologici ma in termini pratici, l’ideologia della non riduzione lasciamola alle varie associazioni industriali

  • #640
    francomasini
    francomasini
    Partecipante

    “…un tempo, che oramai considero felice, c’erano gli apprendisti ovvero garzoni, aiutanti, manovali, mozzi, e chi più ne ha più ne metta e questo succedeva perché nelle famiglie medie italiane mancavano i mezzi per far studiare un figliolo oppure perché se ne aveva bisogno per aiutare nel lavoro paterno. Dimenticare questo é stato se condo me fatale alla generazione del dopo guerra quando di fronte al dilagare del boom economico, con relativo miglioramento della vita, e poi la scuola dell’obbligo nonché nuovi regolamenti sindacali, fecero si che i figli andassero a scuola forzatamente, anche se non portati, non adatti etc col oppure se ne andassero a spasso! Col risultato che oggi abbiamo di giovani con poco studio e poco o nessun lavoro. Tornare indietro non si può ma migliorare una situazione così importante si deve ergo riportare i figli al lavoro significa porli dinanzi alla scelta studio – lavoro (o tutti e due) e poi controllare con apposite pagelle che questi parametri vengano rispettati pena rispedire il giovane al lavoro oppure a scuola però seriamente e non per passare il tempo…”

  • #647
    Marco Comandini
    Marco Comandini
    Partecipante

    io penso che i vecchi motti della sinistra sinao ancora e maggiormente oggi ancora validi, specie alla luce un elevata informatizzazione ed automatizzazione nei processi lavorativi, e con i nuovi mestieri che escono fuori ogni anno, il discorso è quello di rendere tutti partecipi del processo produttivo e rendere autosufficiente ogni cittadino, quindi il lavorare meno lavorare tutti, il salario o paga minima, mi pare un modo per distribuzione della ricchezza che in questo caso chiamiamo “lavoro” che sia assolutamente da ricercare e promuovere. Io penso che una sinistra moderna lungimirante e di governo debba pruovere politiche che favoriscono la creazione di lavoro, in settori ad oggi anche inesplorati o poco sviluppati. Investire fortemente in ricerca e sviluppo, programmare seriamente un sviluppo del Paese facendo leva sui propri punti di forza, e cioè avere una forte propensione all’export, e promuovere le nostre bellezze naturali storiche ed archeologiche, migliorando infrastrutture, contemporaneamente facendo combaciare sviluppo ed ambiente.

  • #648
    francomasini
    francomasini
    Partecipante

    “Alle giuste sebbene molto poco realistiche supposizioni del sig. Comandini rispondo semplicemente trascrivendo quanto si può leggere nel Vangelo secondo Lucca (LC, 3,10- 18) di Domenica 16/12/2018, ripetuto naturalmente tutte le altre Domeniche dello stesso periodo da ben 2000 anni, ma purtroppo mai abbastanza o poco e niente ascoltato). Il Vangelo di Luca che più attuale di così non si può, dice: In quel tempo , le folle interrogavano Giovanni , dicendo : “Che cosa dobbiamo fare?”. Rispondeva loro:” Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto”. Vennero anche dei pubblicani (esattori per conto degli occupanti Romani) a farsi battezzare e gli chiesero: “Maestro, che cosa dobbiamo fare?”. Ed egli disse loro: “Non esigete nulla di più di quanto vi é stato fissato”. Lo interrogavano anche alcuni soldati: “E noi, cosa dobbiamo fare?”. Rispose loro: “Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe”. Poiché il popolo era in attesa e tutti , riguardo a Giovanni, si domandavano i cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: “Io vi battezzo con l’acqua ma viene colui che é più forte di me , a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio. ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile.

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